Giovani talenti, grandi sfide: feedback sulla tavola rotonda degli sportivi di domani
Il 28 gennaio scorso, Affidea Svizzera ha organizzato a Martigny una tavola rotonda inedita intitolata «Giovani talenti, grandi sfide: la realtà dei giovani sportivi professionisti» nell’ambito della Affidea Sport Academy, un’iniziativa di sostegno alla gioventù sportiva romanda.
L’evento, che ha attirato un centinaio di persone, ha offerto l’opportunità ai quattro vincitori della Affidea Sport Academy, Elodie Bertholet, Juliette Fournier, Thibault Rivier e Simon Gerber, di condividere le loro testimonianze alla presenza di Géraldine Fasnacht e Pierre Millasson, che vanta un Master in Scienze cognitive. Moderato da Elodie Crausaz, giornalista sportiva di BlueSport, il confronto ha permesso di affrontare temi chiave come la gestione del tempo, l’igiene di vita, la pressione delle competizioni e la gestione delle lesioni. Obiettivo dell’evento era offrire strumenti ai giovani sportivi e ai loro genitori, presenti fra il pubblico, per supportarli nello sviluppo della carriera.
L’orientamento dei giovani sportivi: un sostegno essenziale
L’evento è iniziato facendo il punto sulla situazione attuale dei quattro giovani sportivi. Géraldine Fasnacht ha poi aperto la discussione con un messaggio motivazionale diretto ai giovani atleti: «Oggi ai giovani si prospetta la possibilità di raggiungere livelli alti già in tenera età grazie a strutture adatte che svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo della loro carriera», queste le sue parole, confortate da studi che dimostrano come più di un giovane che pratica sport liberamente fra gli 8 e i 16 anni potrà conquistare medaglie.
Dal sogno alla realtà: la passione come denominatore comune
Quando Simon Gerber a 4 anni è salito per la prima volta sullo skateboard, ha subito capito che il suo sogno sarebbe stato diventare uno skater professionista. Per Thibault Rivier invece, il primo incontro con lo sport è stato con il nuoto, ma a 12 anni si è poi dato al triathlon, ed era già deciso a puntare a una carriera internazionale. Elodie Bertholet e Juliette Fournier hanno entrambe inforcato gli sci a 2 anni. Per Juliette lo sci alpino è stato un vero colpo di fulmine, mentre a Elodie ci è voluto un po’ più di tempo per scoprire che lo skicross era la sua passione.
Tra rigore e passione: i giovani sportivi e l’impiego del tempo
La vita di un giovane sportivo professionista non è certo all’insegna del riposo. Questi sportivi devono giostrarsi fra allenamenti, gare locali o internazionali, liceo o apprendistato, passando per alimentazione, sonno, recupero, gestione della pressione e dello stress. Géraldine Fasnacht, forte della sua esperienza, ha sottolineato l’importanza della passione: «Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la determinazione e la passione sono essenziali. La vita è come le montagne russe, ma grazie alla passione, riescono a superare tutto. »
Il piacere: fondamentale per essere performanti
La nozione di piacere assume sempre più importanza nell’accompagnamento in senso lato degli sportivi. Pierre Millasson ha spiegato che in passato, lo sport era associato soprattutto a nozioni di performance, dolori e disciplina, mentre oggi la nozione di piacere contribuisce significativamente alla performance dell’atleta sul lungo periodo. La ricetta miracolosa per una carriera sportiva brillante consiste quindi nel bilanciare adeguatamente allenamento, riposo e piacere.
Il supporto della famiglia: un pilastro indispensabile
Il confronto ha anche evidenziato l’importanza del supporto familiare. Pierre Millasson ha insistito sul ruolo cruciale dei genitori: «Conoscono la persona dietro l’atleta e sanno quali domande porre per farne emergere bisogni e stato d’animo. L’ascolto è la chiave per accompagnare il proprio figlio, o la propria figlia, nella carriera sportiva. »
Coaching mentale: la nuova carta vincente degli sportivi
Pierre Millasson si è inoltre soffermato sull’importanza del coaching mentale, in particolare per i giovani atleti. « La gestione delle emozioni è determinante, soprattutto quando si pratica sport a certi livelli. Le montagne russe emotive caratterizzano la gioventù. Sapersi adattare è una virtù che i giovani devono sviluppare per restare performanti pur non ignorando le loro sensazioni », ha spiegato.
Tutti i relatori sono stati concordi sui benefici del coaching mentale. Thibault Rivier a sottolineato l’importanza dell’immaginazione mentale, che gli ha permesso di gestire meglio le proprie emozioni migliorando al contempo le prestazioni tecniche. Simon Gerber ha aggiunto che questo tipo di coaching l’ha aiutato molto a gestire lo stress al suo debutto nelle gare internazionali.
Gestione della lesione: l’esperienza di Elodie Bertholet
Appena selezionata dalla Affidea Sport Academy, Elodie Bertholet ha condiviso la sua testimonianza di una lesione subita sulle piste in Austria, proprio prima della sua gara d’esordio stagionale. In un cortometraggio realizzato da Affidea Svizzera, è tornata su quella prova e su come l’ha superata. «Quel che ho imparato da questa esperienza è che avrei dovuto ascoltare il mio corpo. Questa prova mi ha permesso di vedere le cose diversamente e di imparare a trovare un equilibrio fra lo sci, i miei amici, la mia famiglia e il lavoro. Posso ringraziare questa lesione se oggi so quando dire basta », ha ammesso. Sette minuti intensi che hanno offerto al pubblico un’immersione in questa fase della vita, in tutta onestà.
Una serata interattiva: le domande del pubblico
La serata è stata molto interattiva e ha dato al pubblico la possibilità di porre domande ai relatori. I temi trattati hanno riguardato in particolare la ricerca degli sponsor, la gestione delle emozioni e dello stress, nonché altre problematiche che i giovani sportivi si trovano ad affrontare. Questi dibattiti hanno arricchito l’evento e permesso ai partecipanti di portarsi a casa consigli pratici.
Conclusioni: la passione e l’avvenire
La tavola rotonda si è conclusa con un messaggio realista di Géraldine Fasnacht che ha consigliato ai giovani sportivi di pensare bene a prepararsi il futuro. « Darsi da fare a scuola, conseguire una formazione e avere un mestiere è l’assicurazione per la vita dopo la carriera sportiva. È anche il prezzo da pagare affinché lo sport resti una vera passione», conclude l’avventuriera degli sport estremi.
L’impegno di Affidea per lo sport
Affidea si impegna appieno a favore della salute e dello sport come dimostra la recente iniziativa Affidea Sport Academy e la partnership con l’HC Fribourg-Gottéron e il FC Sion. Lo sport è indispensabile per mantenersi in buona salute: veicolare questi valori forti attraverso diverse forme di sostegno al mondo dello sport è nel DNA di Affidea Svizzera.
