Ottobre Rosa: un anno dopo la sua video testimonianza, Marisa torna a darci sue notizie


07/10/2025

Nel 2024, Marisa, collaboratrice di Affidea Svizzera, è intervenuta in una serie di video per raccontare la sua lotta contro il tumore al seno. In occasione di Ottobre Rosa 2025, in questa nuova intervista ci parla della sua situazione attuale, di cosa è cambiato e cosa l’aiuta ad andare avanti.

Come va oggi dal punto di vista dell’umore? E da quello della salute?

La mia salute è migliorata rispetto a prima. Attualmente mi sto sottoponendo alla terapia ormonale, un trattamento che, secondo il mio oncologo, dovrò seguire per cinque anni in totale. Dal punto di vista dell’umore, ho i miei alti e bassi. Gli effetti collaterali del trattamento ci sono e devo imparare ad adattarmi così da poter affrontarli nel miglior modo possibile. Fortunatamente posso contare su diverse figure e pratiche che mi danno un grande sostegno: una dietista, che mi aiuta a riequilibrare l’alimentazione, l’agopuntura, che allevia alcuni effetti collaterali e la psicoterapia. Perché per me la salute mentale è importante quanto quella fisica, se non di più.

Qual è la tua situazione oggi tra cure e lavoro?

Non posso dire che la mia vita oggi è come quella di prima, perché non sarebbe la verità. Ma dato il contesto, mi considero fortunata. Ho sopportato i trattamenti (chemioterapici e immunoterapici) meglio di quanto pensassi. Adesso, i miei appuntamenti dall’oncologo sono regolari, ma un po’ per volta si diraderanno. Il fatto di aver potuto continuare a lavorare durante i trattamenti mi ha aiutato enormemente, perché mi ha permesso di avere una routine. Durante la chemio ho potuto lavorare a metà tempo e poi ho aumentato progressivamente fino a tornare a lavorare a tempo pieno. Essere allo stesso tempo paziente e membro del personale sanitario mi ha permesso di vedere la malattia da una prospettiva diversa, di comprenderla in un modo più realistico.

E per quanto riguarda la vita sociale?

È migliorata dopo che mi sono ricresciuti i capelli. Mi è sempre stato molto difficile uscire con il foulard in testa: avevo l’impressione che, guardandomi, le persone provassero pietà e questa è una condizione davvero pesante da sopportare.

Sul piano personale, come ha affrontato questo periodo il tuo compagno?

Penso che questa prova abbia rafforzato la nostra coppia. È stata una sfida, ma l’abbiamo affrontata insieme.

E la tua famiglia e i tuoi amici, come ti hanno aiutato?

Ho sempre cercato di rassicurare le persone che mi stavano vicine sul mio stato di salute. I miei genitori, ad esempio, hanno scoperto solo in un secondo momento che ero malata, perché non volevo che si preoccupassero. Ma quando l’hanno saputo tutti, mi hanno dato un grande sostegno. La mia famiglia, i miei amici, il mio compagno, i miei colleghi... sono sempre stati presenti per me e questo ha fatto davvero la differenza. Senza di loro, il percorso sarebbe stato molto più difficile.

Ci avevi detto che avresti voluto diventare mamma. Come si inserisce questo desiderio nel tuo percorso di trattamento?

Questo progetto continua a essere estremamente importante per me. Fortunatamente, grazie ai progressi della medicina, non devo più aspettare cinque anni prima di poter prendere in considerazione una gravidanza. Dopo 18 mesi di terapia ormonale, potrò sospenderla per due anni, periodo in cui potrò provare a realizzare il mio sogno, sempre sotto l’attento controllo del mio oncologo e del mio ginecologo. Non c’è niente di sicuro, ma sapere dell’esistenza di questa possibilità mi dà una grande spinta per continuare ad andare avanti.

Le video-testimonianze dell’anno scorso sono disponibili al seguente link, in versione tedesca e francese.

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